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RICCARDO FOGLI |
La sua popolarità è
inossidabile. In un recente sondaggio-internet, uno tra i suoi brani più
celebri, "Storie", è stata votata la canzone più amata di Sanremo.
Riccardo Fogli è un artista infaticabile: oltre 100 concerti all'anno, le
partite con la Nazionale Cantanti, la passione per la maratona e una grande
attenzione verso il mondo di Internet…
Numerosi siti internet sono dedicati a te. Qual è il tuo rapporto con Internet?
Io ho il mio PC portatile, attraverso il quale mantengo contatti, scrivo, vedo
crescere il mio sito. Il fatto che ci sia tanto interesse per me sulla rete è
dato dal fatto che vado poco in televisione e faccio pochi dischi. Per una serie
di motivi mi affeziono alle canzoni che scrivo e vorrei che chi lavora intorno
al mio progetto lo facesse prima di tutto per amore del progetto e poi per
venderlo. Di conseguenza, i dischi non sono l'aspetto prioritario del mio lavoro
Se l'aspetto discografico non è prioritario, lo è il contatto con il pubblico?
Sono un artigiano. Una canzone scritta da me, mi piacerebbe pensare che vada a
finire nel cuore di qualcuno che ne ha bisogno e che ne faccia buon uso, non a
uso e consumo del mercato, della compilation. Per questo scrivo poco.
Credi che questo amore per la tua professione, unito all'attenzione verso una
produzione discografica di qualità, sia anche il segreto della tua longevità
artistica?
In realtà io sono passato attraverso la musica commerciale. Ci sono stati anni
in cui era rigorosamente vietato non fare musica commerciale. C'è però un
album che è un'eccezione e si chiama "Matteo", nato tra il '77 e il
'79. Dopo la canzone "Mondo", che mi rilanciò dopo la mia uscita dai
Pooh, facemmo canzoni che non ci piacevano ma che ci sembravano perfette per il
mercato, che tuttavia non le premiò. Così io e il mio produttore stabilimmo
che il mio percorso musicale poteva e doveva essere diverso dal singolo che esce
ogni sei mesi. Scrissi così insieme a Marcello Aitiani "Matteo",
un'opera con grandi musiche, pensando all'amore, all'odio e alla rabbia dei miei
contemporanei. Volevo fare qualcosa di forte che durasse negli anni.
Quest'opera, è stata pubblicata soltanto recentemente da "Raro" in un
migliaio di copie che sono andate a ruba.
Tu sei anche un grande sportivo. Cosa significa per te la maratona?
La maratona è una disciplina. Deve essere preparata come un avvenimento. E' un
po' una fede, andare a correre qualche maratone in un anno. Devi ritagliare un
po' del tuo tempo migliore. La maratona è davvero una metafora della vita:
lungo la strada sali e scendi, ci sono curve, pioggia, sole, vento… Non puoi
però parlare di maratona senza considerare la preparazione che c'è dietro. E'
un po' come un concerto, dentro il quale ci sono canzoni, scritte e riscritte,
trasmesse con la voce e con lo sguardo, che danno emozioni e diventano parte
della gente che le canta insieme a te. Quando succede questo, cioè quando una
canzone viene cantata da tanti per tanto tempo è come una maratona ben
riuscita.