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IRENE GRANDI
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Alla
fine di una stagione artisticamente straordinaria, Irene Grandi racconta il suo
successo, la sua passione per la musica e l’affetto particolare che la lega
all’Emilia.
I
riferimenti al cognome di Irene si sprecano, eppure incontrarla conferma la
sensazione che trasmette in televisione e in concerto: la sua aria sbarazzina e
ammiccante, il suo entusiasmo , la personalità
così vera e affabile, fanno capire che si tratta di un’artista che sul palco
non si risparmia. Sembrerebbe impossibile a dirsi, eppure dietro a un fisico così
minuto si nasconde una carica travolgente alla quale è impossibile resistere.
Lo dimostra l’affetto che ogni sera il numeroso pubblico le regala ed è
sufficiente visitare il suo sito Internet, www.irenegrandi.it, per rendersi
conto che Irene ha un seguito incredibile.
Il 2000 è stato indubbiamente il suo anno: seconda a Sanremo, protagonista al
Pavarotti & Friends, artista femminile dell’anno a Vota la Voce, una tournée
di successo in giro per tutta Italia. Ma Irene Grandi non è una rivelazione: già
dal 1993 si è imposta all’attenzione del grande pubblico
e oggi, con quattro album alle spalle, si riconferma artista di qualità
vocale e grinta straordinarie.
L’ho incontrata nel backstage del concerto di Asti a metà settembre, una
delle ultime tappe del suo lungo tour. Irene ha l’aria stanca ma mentre parla
del suo lavoro e delle sue passioni, con il suo irresistibile accento
fiorentino, sgrana gli occhi mostrando la sua inesauribile riserva di
entusiasmo.
Il tuo ultimo album è stato un successo e ha superato le 200.000 copie. Qual è
il significato del brano che dà anche titolo all’album “Verde, Rosso e
Blu”?
“Verde Rosso e blu è una
descrizione delle emozioni fatta attraverso i colori. I colori potevano
rappresentare certe emozioni che in un momento della mia vita
sono venute a mancare essendo un po’ stanca dopo un periodo molto
intenso. In più avevo una storia d’amore difficile e avevo anche
deciso di cambiare alcune cose artisticamente. Improvvisamente questo
periodo un po’ nero ha lasciato di nuovo posto al colore e all’emozione e mi
sono riavvicinata alla musica in un modo nuovo, collaborando con diversi
artisti, tipo Elio e le Storie Tese o facendo jazz, tutto però senza impegno.
Facevo delle cose che mi tenevano viva nella musica ma senza vincoli. Ho
riacquistato la voglia di ricominciare a scrivere canzoni all’insegna di Verde
speranza, Rosso passione e Blu tranquillità.”
.
Uno dei tuoi brani più popolari è
“In vacanza da una vita”. La tua vita è davvero una vacanza o comporta
molti sacrifici?
“Devo dire che quest’anno è stata
molto dura. Dopo il successo di Sanremo è accaduto di tutto: tantissime
proposte, concerti, tante cose da fare… Certe volte il successo è un po’
impegnativo! Praticamente ho parlato di più con i miei collaboratori che con i
miei genitori! Per quanto riguarda “In vacanza da una vita” rappresenta
sempre il mio spirito quando sono sul palco, perché comunque la mia passione più
grande è sempre stata cantare dal vivo. Ho cominciato così a volere fare
musica e a volerne fare una professione: quando cioè ho realizzato quanto mi
piaceva esibirmi in concerto e quanto piaceva anche alla gente che mi seguiva.
Mantengo sempre lo stesso entusiasmo e la stessa grande voglia di fare e
probabilmente è la cosa più importante. Alla fine posso stancarmi di tante
cose ma questa passione mi tiene viva anche durante i tempi morti e i viaggi infiniti che questo lavoro comporta. Pensa che
quest’anno sono stata a casa in media due giorni al mese!”
Artisti del calibro di Eros
Ramazzotti, Jovanotti, Pino Daniele e Vasco Rossi sono autori che non si
concedono facilmente. Per quale motivo hanno scritto canzoni per te?
“Questo lo chiedono sempre a me ma
probabilmente andrebbe chiesto a loro! Non so esattamente perché. Mi ricordo
che Jovanotti per esempio mi aveva sentito cantare al Roxy Bar e gli ero
piaciuta molto. Non portavo avanti né una musica troppo classica né una musica
troppo di rottura con il genere femminile, tipo Gianna Nannini che faceva un
rock molto trasgressivo, quasi maschile. Io in quel momento invece rappresentavo
qualcosa che ancora non c’era ed ho incuriosito un po’ tutti. Io poi molto
spontaneamente mi concedo alle collaborazioni perché mi piace e sono stata
fortunata che artisti del loro calibro abbiano scelto me e questo mi ha dato
anche molta forza. Penso di essere una buona interprete soprattutto se la
canzone che mi viene proposta
mi appartiene perché riesco a fare mie le cose se hanno un filo
conduttore con la mia personalità.”
Quali sono i motivi per cui vale la
pena vivere, le priorità della tua vita?
“Credere nei propri sogni per me è
sempre stata la molla che mi ha dato coraggio per fare piccoli e grandi passi.
Mettermi alla prova e rischiare un po’ per realizzare i miei sogni mi dà una
grande carica e mi rende viva. La musica ovviamente
è tra le priorità della mia vita, perché mi dà la possibilità di
fare un lavoro dinamico e porta sempre novità. Poi c’è l’amore che mi dà
una grande ragione di essere. Non intendo solo l’amore per il mio fidanzato ma
per tutti i miei collaboratori perché cerco sempre di lavorare con persone che mi fanno
stare bene dentro. Mi piace raggiungere i miei obiettivi con serenità,
circondata da persone positive con cui intraprendere nuove strade. Devo dire che
l’amore e più in generale la sfera affettiva mi ricaricano molto soprattutto
in periodi di grande fatica.”
Quale musica ascolti? Ti ispiri
a qualche genere particolare?
“Ascolto ogni cosa nuova che
esce. Mi piace molto il “Brand:new” di MTV, specialmente quello notturno. Ho
sempre avuto una forte passione per la musica nera, tra il blues e il rock.
Credo di avere due anime, una più rock ed energica e un’altra più dolce e
femminile, diciamo più soul. Le mie passioni giovanili a cui mi ispiravo erano
Aretha Franklin e Sade. In me c’è sempre stato un intreccio inscindibile tra
la donna romantica in cerca di emozioni e il ragazzaccio che ha voglia di essere
libero e a cui non piace farsi imprigionare dai cliché.
Per questo ultimo album non c’è stata nessuna ispirazione particolare. Si è
scelto di fare un disco più acustico per valorizzare la mia voce, ma non c’è
stata ricerca su un genere preciso. Però un po’ di mediterraneità e calore
sono usciti grazie al produttore Gigi De Rienzo, che aveva già collaborato con
Bennato e Pino Daniele”
Quest’anno sei stata diverse
volte in Emilia. C’è un feeling particolare che ti lega a questa terra?
“In effetti sì. A parte il fatto che ho il babbo emiliano, anche
alcune tappe importanti della mia carriera sono legate all’Emilia. A
Castelfranco ho registrato i miei primi successi e ricordo sempre con molto
piacere i ragazzi dello studio di S.Anna, Danilo, Sandro e Gianni. Mi dà sempre
tanta carica tornare in questi posti dove ho passato tanto tempo e dove ho anche
diversi amici. La gente è molto calda, per certi versi è
simile alla gente del sud.”
Il tuo
sito internet è molto curato. Quanto ha cambiato internet il tuo rapporto con i
fans?
“Devo dire che i miei fans sono molto più informati e aggiornati
poi rimangono più legati
tra loro e spesso si formano dei “gruppacci” grintosi di amici che
hanno voglia di fare casino e che magari
vengono ai concerti insieme. Io non navigo tanto perché ho qualche problema
tecnico e quando su un computer ci sono io, si rompe sempre qualcosa! Però mi
piace, mi interessa molto e seguo abbastanza il sito. I ragazzi che curano il
sito mi fanno avere fotocopie dei messaggi che mi arrivano e mi tengono
aggiornata sulla chat e sulle cose che succedono.”
La conferenza stampa termina così per lasciare
spazio alla musica. Resta il tempo per una stretta di mano e per il rituale
“in bocca al lupo”. Piazza della Cattedrale di Asti si prepara ad accogliere
il calore del grande pubblico di Irene che alle prime note di “Verde, Rosso e
Blu” si accende di una carica incredibile. Stessa atmosfera ma scenario
diverso due sere dopo a Reggio Emilia. Non c’è che dire: Irene ha davvero
fatto centro.
(Per la realizzazione di questa
intervista vorrei ringraziare: Lorenzo Abbate e Renzo Masengo, Sara per
l’incoraggiamento, Giovanni Panini per la collaborazione, Francesca per la
disponibilità e naturalmente Irene Grandi.)